Pro Loco CASTELLANETA
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CHIESA SAN MICHELE ARCANGELO

 

Edificata  nell'arco  di  tre  anni  (1696-1699)  su  disegno  del  monaco  ed architetto  Salvatore  da  Lequile, la chiesa sorgeva ,  originariamente,  fuori dalle  mura  del  paese  in  prossimità  della  Porta  Grande. Sulla facciata pricipale un orologio ( il primo risale al 1887) scandisce il passare del tempo.

L'interno, a una sola navata, fu ristrutturato nel XIX sec. In origine la chiesa aveva sette altari, passati a tre  a seguito  dei restauri : un altare maggiore ( su cui campeggiano cinque tele del '700 che raffigurano "angeli che suonano strumenti musicali"), un altare dedicato ai SS. Medici ed uno a S.Lucia. Pregevoli sono i dipinti : "La Vergine fra i santi , angeli e nobili in preghiera" (1594) , "Un miracolo dei SS.Medici" (1744), "S.Michele che scaccia i demoni" e "S.Gennaro"; di ottima fattura le statue di S.Michele e di Gesù Bambino di Praga.

(stralcio del libro “Storia documentata della città di Castellaneta” del Cav. Mauro Perrone)

 

Alla statua del Santo Arcangelo che si venera in questa chiesa, il vescovo Onofrio Montesoro con suo chirografo per mano dell’Abate Paolo Costantino cancelliere e notaro apostolico, in data 28 settembre 1716, donava un elegante bastoncino, la cui testa di argento dorato è ricca di diamanti ed amatiste, per suo ornamento nelle due solennità di maggio e di settembre. Impose l’obbligo che quel gioiello fosse conservato presso le Reverende Monache del monastero del Rifugio, che tuttora lo custodiscono, e con espressa condizione che mai e per qualunque motivo si potesse alienare od ipotecare, e che ove si contravvenisse a tale condizione, esso ipso facto andasse a beneficio della chiesa di S.Michele nel monte Gargano, con facoltà a quel capitolo di pigliarselo autori tate propria dal potere di chi chi sia. Fu posto nelle mani della statua, come attesta il detto abate Costantino in calce del detto chirografo, la prima volta il giorno 29 settembre susseguente alla donazione. Anche oggi si prosegue nella divota costumanza.

Il bastoncino è di canna d’india, dell’altezza di centimetri 90. La testa è ornata in cima da 5 amatiste e 4 grossi diamanti: segue un cerchio con 18 diamanti più piccoli, quindi un altro cerchio con foglie d’argento e 4 amatiste più piccole ed 8 diamanti, e poi un altro giro di 12 diamanti.     

"Inchiostro di Puglia" (il libro), in vendita, nella nostra sede.

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