Pro Loco CASTELLANETA
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Concerto dell'Epifania della Grande Orchestra dei fiati "Città di Castellaneta"

6 gen 2016 ore 20 - Chiesa dei Santi Francesco e Paolo

Castellaneta Chiesa SS. Francesco e Chiara

Cari Amici come ormai di consueto, eccoci arrivati al classico appuntamento natalizio della Grande Orchestra di Fiati "Città di Castellaneta" diretta dal M° Michele Di Sabato.

Quest'anno ci si avvarrà della collaborazione del Coro parrocchiale "Santi Francesco e Chiara".

La serata sarà presentata dal bravo e simpatico Vito Campanella.

Vi aspettiamo.

LA GRANDE ORCHESTRA DEI FIATI “CITTA’ DI CASTELLANETA”

Di solito le bande musicali sono suddivise in “bande da giro” (si esibiscono in giro per i diversi territori) e piccole bande. A causa della scarsità di risorse finanziarie, a Castellaneta le ‘bande da giro" hanno costituito esperienze brevissime, seppur sostenute da un entusiasmo molto forte

Il “Gran Concerto musicale bandistico di Castellaneta” fu costituito il 1930, per iniziativa di Giovanni Cassano, con direttore il maestro Curri di Locorotondo. La banda di Castellaneta si esibì in molti Comuni del Mezzogiorno, eseguendo opere liriche e sinfoniche. L’iniziativa durò però solo un anno. Anche il successivo tentativo, nel 1935, fu avviato per iniziativa di un gruppo di musicofili capeggiati da Giovanni Cassano, che ne assunse la direzione. L’iniziativa suscitò grande entusiasmo tra i cittadini di Castellaneta e nei comuni vicini. Purtroppo la mancanza di fondi non consentì di continuare tale esperienza. Finita la guerra, si tentò nuovamente di dar vita ad una banda da giro nel 1949, affidandone la direzione al maestro Giuseppino Scassa di Pescara. Questa banda era formata da oltre 50 elementi (di cui solo 10-15 locali). Questo grande complesso bandistico era sostenuto da un numeroso gruppo di amatori, con alla testa il sig. Alberto Saracino, che aveva il compito di “piazzare” la banda nelle diverse località, dato che i musicisti erano stipendiati, indipendentemente dai concerti tenuti. Anche questa esperienza ebbe breve vita e così la banda riuscì a suonare solo fino al 13 giugno, con un concerto tenuto a Fossalto. Un ultima esperienza di “banda da giro” fu realizzata dal 1980 al 1987, con la direzione affidata al maestro Michele Leo di Castellaneta. Al di là delle limitate esperienze delle ‘bande da giro’ a Castellaneta, a testimonianza di un ricorrente attrito tra i diversi ‘bandisti’, ci sono state spesso due bande, che si esibivano in occasione di processioni e funerali. Oltre a Giovanni Cassano, gli altri capo-banda che si sono succeduti negli anni ’50-‘60 sono stati il maestro Michele Patarino, Mauro Losciale ed Ernesto Greco. In particolare il maestro Michele Patarino era diplomato presso l’Accademia di S. Cecilia a Roma. Un altro musicista in possesso di diploma è stato Donato Parisi. Negli anni ’90, oltre al già nominato Maestro Leo, un altro Maestro è stato Domenico Petrella. Oggi la banda di Castellaneta fa parte dell’Associazione Culturale Musicale “on. G. Semeraro”. La dirige il M° Michele Di Sabato.

Michele Di Sabato è nato a Taranto ed ha intrapreso sin da giovanissimo lo studio del clarinetto sotto la direzione del M° Michele Martiradonna e successivamente con il M° Cornelio Martina, diplomandosi brillantemente presso il Liceo Musicale “Giovanni Paisiello” di Taranto. Ha partecipato a stage e master class perfezionandosi nello studio del clarinetto.

Nel 1986 intraprende la carriera militare in qualità di sottufficiale musicista della Banda Centrale della Marina Militare, prima a Taranto e successivamente a Roma, ricoprendo il posto di primo clarinetto. Si è esibito nei maggiori teatri italiani e stranieri sia da solista che con formazioni cameristiche riportando ovunque unanimi consensi. Attualmente presta servizio nella Banda Dipartimentale della M.M. di Taranto in qualità di primo clarinetto concertista. Ha studiato composizione e strumentazione per banda sotto la guida del M° Antonio D’Amico e dal 2002 dirige la Grande Orchestra di Fiati Città di Castellaneta.

La banda, priva di strumenti a corda, è formata da:

  • strumenti a fiato, suddivisi in ottoni (flicornino, trombone, baritono, tromba e basso) e legno (clarino, sax, fagotto, controfagotto, oboe);
  • strumenti a percussione (cosiddetta ‘bassa musica’), formata da tamburi, piatti e cassa.

La disposizione degli strumenti nei concerti pubblici, in occasione dei concerti sulla “Cassa Armonica”, al centro venivano posti i “legni”, mentre intorno gli “ottoni”, con funzione di solisti. In marcia la disposizione degli strumenti era la seguente: dapprima clarini, sax, tromboni e tromba; dietro venivano collocati la cassa, i piatti, i tamburi. Nell’ultima fila venivano posti i bassi (che avevano anche una funzione simbolica, per rappresentare l’importanza della banda). Talvolta i maestri, non volendo rinunciare all’effetto scenico derivante dalla presenza di diversi bassi, in assenza di musicisti, affidavano il compito di portare il grande strumento ad occasionali soggetti, che fingevano di suonare, mimando soltanto i movimenti delle guance

La banda era affiancata da una “commissione” (formata da musicofili locali), che decideva, su parere del direttore, circa l’ingaggio di strumentisti esterni, fuori Castellaneta, ed altre questioni attinenti l’organizzazione. La gestione delle entrate era affidata al direttore, il cosiddetto capo-banda. I compensi per i musicisti erano preventivamente fissati in quattro fasce, dalla quarta alla prima, la più importante. L’appartenenza ad una fascia era determinata dal tipo di strumento. Particolare valore veniva attribuito ai solisti: gli ottoni solisti erano i flicorni, i flicornini, i tromboni ed i baritoni. I solisti del legno erano costituiti dai clarini, i soprani, i sassofoni ed il flauto.

Gli strumenti venivano acquistati dai singoli musicisti, mentre le divise venivano fornite dalla “Commissione”. Per la sede provvedeva il Comune, che metteva a disposizione dei locali di sua proprietà.

Come introduzione alla musica, occorrevano almeno quattro mesi, con lezioni di solfeggio.Il solfeggio si sviluppava attraverso lo studio di quattro chiavi, le più importanti delle quali erano: chiave di violino (cosiddetta chiave-madre), chiave di tenore, basso e contralto.

Il maestro Giovanni Cassano nato a Castellaneta il 31 agosto 1907 e deceduto nel gennaio del 1991, di professione macellaio. Fu tra i promotori della prima banda da giro istituita a Castellaneta nel 1930 sotto la direzione del maestro Curri. Nel 1935 ne assunse direttamente la direzione. Pur essendo un autodidatta, Giovanni Cassano era un apprezzato concertatore ed a lui si deve la trascrizione della paritura dell’Inno funebre (notevole era infatti la sua bravura nel trascrivere le partiture dalla chiave di violino alla chiave di tenore, basso e contralto).

Ciò nonostante nel corso di circa un cinquantennio ha insegnato musica, in modo assolutamente gratuito, a migliaia di ragazzi e, fatto ancor più importante, grazie alla sua passione, un numero rilevantissimo di operai e braccianti agricoli che non sapevano leggere e scrivere hanno imparato a suonare uno o più strumenti musicali.

Già agli inizi degli anni ‘30 il maestro Giovanni Cassano era stato insignito della “bacchetta di platino” dall’allora Commissario Prefettizio Cacace, che reggeva in quel periodo l’Amministrazione comunale di Castellaneta. La famiglia Cassano conserva tuttora con grande cura l’originale della partitura dell’Inno funebre e la bacchetta di platino.

Antonio Rubino

Nato a Castellaneta, ove risiede tuttora, il 16 febbraio 1930, di professione operaio, ha suonato nella banda per 52 anni, esattamente dal 1948 al 2000. E’ stato tra i musicisti che hanno fatto parte della banda da giro costituita nel 1949 sotto la direzione del maestro Scassa. E’stato allievo del maestro Michele Patarino, unico diplomato in zona all’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Antonio Rubino ha suonato in diverse orchestre, anche con violini, tra cui l’orchestra di Taranto, diretta dal maestro Clemente ed a Bari, con il maestro Annosci.

Francesco Granile

Nato a Castellaneta, ove risiede, il 26 aprile 1929, di professione operaio e successivamente sindacalista. Ha suonato nella banda dal 1948 al 1962. Ha quindi partecipato, come Antonio Rubino, all’esperienza della banda da giro del maestro Scassa nel 1949. E’ stato allievo dapprima di don Nicola Pera, organista della Cattedrale, e successivamente di Giovanni Cassano (con il sax contralto) e di Ernesto Greco (quartino, ossia piccolo clarinetto).

Silvio ed Enzo Cassano, nipoti di Giovanni, hanno con grande disponibilità dato la copia della partitura originale dell'Inno funebre ed alcune foto del maestro. Forse è giunto il momento che la comunità di Castellaneta dedichi un pensiero, seppur simbolico, al suo concittadino, il maestro Giovanni Cassano che, con straordinaria passione, eccezionale impegno ed in modo assolutamente gratuito, ha dedicato la sua vita alla formazione di generazioni di musicisti. In oltre cinquanta anni di incessante attività il maestro Giovanni Cassano ha formato migliaia di musicisti. dedicargli una strada, una piazza, ricordarlo in qualche modo sarebbe, oltre che un doveroso omaggio, un riconoscimento al suo esempio per l'emancipazione sociale della nostra comunità.

(Lavoro di gruppo di Valerio Rubino, Maria Grazia Marra, Francesco Di Fonzo, con la collaborazione del Dott. Leonardo Rubino

 

 

Concerto di Capodanno dell'Orchestra dei Fiati "Città di Castellaneta"

"Inchiostro di Puglia" (il libro), in vendita, nella nostra sede.

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