Pro Loco CASTELLANETA
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Enrico Mastrobuono

(28/2/1896 – Taranto, 20/11/1990) Magistrato e storico italiano

a cura di Rossella TARQUINIO

 

Il 20 novembre 1990 concludeva la sua esistenza terrena Enrico Mastrobuono. L’amico Orazio Santoro, che ne curò la biografia all’indomani della morte, scrisse che a Castellaneta, il Mastrobuono era nato “per caso” il 28 febbraio 1896. Ma un affetto filiale lo legherà per sempre al paese natìo, che non dimenticherà nemmeno nei lunghi anni di lontananza, dettati da esigenze lavorative. Infatti Enrico Mastrobuono, laureatosi in Giurisprudenza nel 1918, conobbe una fulgida carriera nel campo della Magistratura, fino a ricoprire l’incarico di Primo Presidente Onorario della Corte di Cassazione di Bologna nel 1963. Ma nel giurista ardeva prepotente la passione per gli studi storici, ai quali applicò la stessa diligenza che gli era abituale in ambito lavorativo.

Chi incoraggiò il giovane Enrico nella ricerca storica fu il dott. Michele Gervasio, negli anni trenta del secolo scorso direttore del Museo Provinciale di Bari. Il nostro illustre concittadino, infatti, spinto dalla sua curiosità per l’archeologia e la storia, aveva iniziato a percorrere, palmo a palmo, il nostro territorio, da Minerva alle Grotte passando per la Castelluccia. Le scoperte archeologiche e preistoriche che l’appassionato studioso effettuò, furono raccolte nella sua prima opera, 2Castellaneta e il suo territorio, dalla preistoria almMedioevo”, pubblicato nel 1943 per i tipi della Macrì Editore.

Il volume, ristampato nel 2000, fu molto apprezzato anche dal famoso commediografo castellanetano Filippo Surico che, da Roma, dove risiedeva, lodò il rigore scientifico con cui era stato redatto il libro e si complimentò per la scoperta di Minerva. E sembra quasi di vedere, sfogliando il saggio, questo promettente esperto di diritto, così versato negli studi storici, vagare per le nostre campagne alla ricerca di ruderi romani e di frammenti archeologici; sembra quasi di scorgere il suo scoramento di fronte alle chiese rupestri, delle quali dirà con amarezza: «Le cripte sono trascurate, quasi tutte aperte, esposte al vento, all’acqua e al vandalismo degli uomini, ignari del loro pregio. Mi riterrò ben pago se questo mio tentativo di rivalutazione di codesti ruderi venerandi, varrà di stimolo acchè si faccia qualche cosa che li salvi e li conservi ai posteri.»

Mastrobuono coltivava però anche un altro sogno: trascrivere le pergamene dell’archivio storico diocesano di Castellaneta, per togliere, scriverà egli stesso, «codesti interessanti documenti inediti dalla polvere dell’oblio.» Questo nuovo, immane lavoro, sfociò nella pubblicazione dei volumi “Castellaneta e i suoi documenti dalla fine del secolo XII alla metà del XIV” e “Castellaneta dalla metà del secolo XIV all’inizio del XVI e il principato di Taranto”, editi rispettivamente nel 1969 e nel 1978, vere pietre miliari della storia di Castellaneta unitamente all’ultima sua fatica, pubblicata nel 1985, “Castellaneta dal paleolitico al Tardo Romano.”

Fu per questo suo profondo amore verso Castellaneta, che la città gli conferì nel 1981 una medaglia d’oro. Oggi, invece, a sua perpetua memoria, il paese gli ha dedicato la locale biblioteca e la strada che, adiacente all’anfiteatro comunale, si ricongiunge alla via che conduce a Taranto, città dove il Mastrobuono si spense poco più di venti anni fa.

"Inchiostro di Puglia" (il libro), in vendita, nella nostra sede.

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