Pro Loco CASTELLANETA
Pro Loco CASTELLANETA

Cronotassi dei Vescovi della Diocesi di Castellaneta

Cronotassi dei Vescovi della Diocesi di Castellaneta

•          Teobaldo † (2 ottobre 1071 - ?)

•          Giovanni I † (menzionato nel 1088)

•          Amuri † (? - 1110)

•          Nicola † (circa luglio 1110 - dopo il 1133)

•          Roberto † (menzionato nel 1196)

•          Santoro † (menzionato nel 1220)

•          Marco † (menzionato nel 1226)

•          Biagio † (1258 - 1282 deceduto)

o          Pietro, O.S.B. † (prima del 23 novembre 1282 deceduto) (vescovo eletto)

•          Giovanni II, O.F.M. † (prima del 1284 - dopo il 1293)

•          Boemondo † (menzionato nel 1297)

•          Angelo † (menzionato nel 1328)

•          Teobaldo † (gennaio 1331 - 1342 deceduto)

•          Pietro de Baia † (4 febbraio 1344 - ? deceduto)

•          Tommaso da Sulmona, O.P. † (16 agosto 1367 - 1378)

•          Benedetto Ardinghelli, O.P. † (circa 1378 - 1385 deceduto)

•          Bartolomeo da Siena, O.F.M. † (16 novembre 1386 - 1396 deceduto)

•          Benedetto Pasquarelli, O.E.S.A. † (1396 - 6 aprile 1397)

•          Benedetto Pasquarelli, O.E.S.A. † (23 ottobre 1399 - ?)

•          Roberto de Gratiano † (6 settembre 1409 - 1418 deceduto)

•          Francesco Arcamoni † (14 novembre 1418 - 1424 deceduto)

•          Bartolomeo di Stefano † (27 ottobre 1424 - 1431 deceduto)

•          Gregorio Resti † (19 novembre 1431 - 1454 deceduto)

•          Eustachio da Massafra † (29 marzo 1454 - 1458)

•          Giovanni Francesco Orsini † (16 ottobre 1459 - ?)

•          Antonio de Pirro † (31 gennaio 1477 - 8 ottobre 1492)

•          Alfonso Gallego, O.S.A. † (21 novembre 1494 - ? deceduto)

•          Marco Antonio Prioldo † (6 aprile 1513 - 1536 deceduto)

•          Giovan Pietro Santoro † (14 luglio 1536 - ottobre 1536 deceduto)

•          Bartolomeo Sirigo senior † (6 novembre 1536 - 1544 dimesso)

•          Bartolomeo Sirigo junior † (17 marzo 1544 - 1577 dimesso)

•          Giovan Luigi de Benedictis † (24 maggio 1577 - 1584 dimesso)

•          Bernardo de Benedictis † (28 gennaio 1585 - 1607 deceduto)

•          Aureolo Averoldi † (5 novembre 1607 - 1617 dimesso)

•          Antonio de Mattheis † (12 febbraio 1618 - 1635 deceduto)

•          Ascenzio Guerrieri † (7 maggio 1635 - 1645 deceduto)

•          Angelo Melchiorre † (31 luglio 1645 - 1650 deceduto)

•          Carlo Antonio Agudio † (21 novembre 1650 - 15 gennaio 1673 deceduto)

•          Carlo Falconi † (13 marzo 1673 - gennaio 1677 deceduto)

•          Domenico Antonio Bernardini † (26 aprile 1677 - 18 giugno 1696)

•          Onofrio Montesoro † (17 dicembre 1696 - 24 dicembre 1722 dimesso)

•          Luigi Maria de Dura, O.P. † (15 marzo 1723 - febbraio 1724 deceduto)

•          Bonaventura Blasio, O.F.M.Conv. † (11 sett 1724 - marzo 1733 deceduto)

•          Massenzio Filo della Torre di Santa Susanna † (1733 - sett. 1763 deceduto)

•          Giovan Filippo Leonardo Vitetti † (20 febbraio 1764 - 1778 deceduto)

o          Sede vacante (1778-1792)

•          Gioacchino Vassetta † (27 febbraio 1792 - 1793 deceduto)

o          Sede vacante (1793-1797)

•          Vincenzo Castro † (18 dicembre 1797 - 9 ottobre 1800 deceduto)

o          Sede vacante (1800-1818)

o          Giuseppe Capocelatro † (1800 - 1818) (amministratore apostolico)

•          Salvatore Lettieri † (6 aprile 1818 - 27 giugno 1825)

•          Pietro Lepore † (9 aprile 1827 - 26 giugno 1851 deceduto)

•          Bartolomeo d'Avanzo † (18 mar 1852 - 13 lug 1860)

o          Sede vacante (1860-1873)

o          Bartolomeo d'Avanzo † (13 luglio 1860 - 1863 dimesso)

•          Mariano Positano † (21 marzo 1873 - 13 maggio 1880 deceduto)

•          Gaetano Bacile di Castiglione † (20 agosto 1880 - 14 maggio 1886 dimesso)

•          Giocondo de Nittis, O.F.M. † (7 giugno 1886 - 28 febbraio 1908 deceduto)

•          Federico de Martino † (30 novembre 1908 - 26 agosto 1909 deceduto)

•          Agostino (Antonio) Laera † (23 giugno 1910 - 24 luglio 1931 dimesso)

•          Francesco Potenza † (1º settembre 1931 - 11 gennaio 1958 deceduto)

•          Nicola Riezzo † (25 marzo 1958 - 28 aprile 1969)

o          Sede vacante (1969-1974)

o          Guglielmo Motolese † (1969 - 1974 nominato vescovo di Castellaneta) 

•          Guglielmo Motolese † (14 maggio 1974 - 27 settembre 1980 dimesso)

•          Francesco Voto † (22 dicembre 1980 - 21 dicembre 1982 deceduto)

•          Ennio Appignanesi † (15 settembre 1983 - 3 luglio 1985)

•          Martino Scarafile † (31 ottobre 1985 - 14 febbraio 2003 ritirato)

•          Pietro Maria Fragnelli (14 feb.2003 - 24 sett. 2013 vescovo di Trapani)

•          Claudio Maniago, dal 12 luglio 2014

I Vescovi di Castellaneta

Tratto dal libro “La Storia documentata della Città di Castellaneta” del Cav. Mauro PERRONE

 

Giovanni

1088

Fu consacrato vescovo da Pala Urbano II

Amuri

1100

 

Nicola

1110

 

Roberto

1196

 

Sartorio

1220

 

Marco

1226  1238

 

Biagio

1258

 

Pietro

 

Monaco ed abate fiorentino morì prima di essere consacrato, e per questo il Papa Martino IV  commise a Gerardo Cardinale Legato a Napoli di provvedere sollecitamente alla chiesa vacante, e fu eletto.

Giovanni

1284

Morì nel 1299. Egli soffrì molti travagli da Oddone di Soliac signore di Castellaneta.

Berardo,o Bernardo, o Boemondo

1300

Nel 1301 Re Carlo II d’Angiò confermò le donazioni alla mensa, ripristinate da Re Ruggiero.

Teobaldo

1319  1342

 

Pietro

1356

 

Canonico di Squillace.

Fra Tommaso da Sulmona

1367

Dell’ordine dei PP. Predicatori, eletto nel 1367. Fu confessore e consigliere di filippo principe di Taranto, il quale nel 1368 concesse la franchigia da ogni peso e tributo a tutti coloro che fossero andati ad abitare l’abbandonato Casale di S.Andrea di proprietà della Mensa.

 

Benedetto Sardichella, o Andrighelli

1385

Domenicano da S. Geminiano, successe nel 1385

Fra Bartolomeo da Siena

1386

degli ordini Minori, eletto nel 1386, morì nel 1396. E’ ricordato da Isidoro Ugurrerio nel suo libro “De civibus illstr. Senensibus”.

 

Benedetto

1396

trasferito nel 1396 dalla diocesi di Acerra.

Roberto

1418

 

Francesco Arcamoro

1418 1424

Napoletano. Creato Vescovo da Martino V il 15 nov 1418, sedette sul trono episcopale sino al 1424.

Bartolomeo

1424 1431

Cantore della chiesa di S.Maria di Manrissa nella diocesi di Mottola, nominato nel 1424, mori nel 1431.

Gregorio Restio

1431

 

Eustacchio

1454

 

Giovan Francesco Orsini

1459

Eletto nel 1459. Era figlio del conte Pitigliano, e con lui conviveva suo fratello Nicola.  Pare che l’uno e l’altro fossero assai ben accetti alla cittadinanza, avendo l’Università chiesto nominativamente e separatamente per loro a re Ferrante nel 1463, quello stesso indulto per ribellione, che aveva domandato per tutti i cittadini.

Antonio De Pirro

1477

(o Antonio De Caris) Barese, tesoriere della Basilica di S.Nicola, nominato il 31 marzo 1477, fu trasferito poi nel 1492 alla diocesi di Avellino, e nel 1507 a quella di Nardò.

Fra Alfonso Gallieco

1494

o Talieto, spagnolo, dell’Ordine degli Eremiti di S.Agostino, teologo insigne, nominato il 12 marzo 1494. Intervenne in Napoli all’incoronazione di Alfonso II. Da Federico II ottenne nel 1498 il privilegio di fabbricare il sale nelle saline della Mensa.

Marco Antonio Feoltio o Fiodo

1517 1536

Napoletano, nominato nel 1517 e morì nel 1536

Giovan Pietro Santorio

1536

Fu dichiarato vescovo il 14 lug 1536 e morì il 12 ottobre dello stesso anno e fu seppellito nella detta chiesa di S.Spirito.

Bartolomeo Sirigo o Abramo

1536

di Creta, vescovo greco ariense, fu trasferito da Paolo III il 9 nov 1536 all’episcopato di Castellaneta. Questi era assai tenero d’un suo nipote per parte di fratello, che creato aveva arcidiacono e dotato di pinguissima rendita, in favor del quale rassegnò nel 1544 il vescovato. Fu prelato domestico di Sua Santità.

Bartolomeo Sirigo

1544 1577

Nipote del precedente, eletto vescovo nel 1544 con dispensa dall’età, che era di soli 27 anni, ma giovane di grande eloquenza e di dottrina superiore all’età. Resse con gran lode la diocesi per ben 33 anni. Intervenne al Concilio di Trento, del quale, per l’infermità del vescovo Telesino, fu segretario, e di lui fa menzione il Cardinal Pallavicino nella storia di quel Concilio. Tornato nella diocesi seguitò a governarla con esimia pietà e tenne un sinodo diocesano. Quindi affranto dagli anni e dalle cure nel 1577 rinunciò.

Giovan Luigi De Benedictis o Benedetti

1577 1585

Di Nicosia (Cipro), nominato vescovo il 10 marzo 1577, rinunciò nel 1585.

Bernardo De Benedictis o Benedetti

1585 1607

Anche lui di Cipro e nipote del precedente. Gli successe il 28 gen 1585 e morì nel 1607. Egli era di carattere aspro ed iracondo, ed ebbe soventi brighe coi cittadini, i quali ricorsero al Vicerè e alla Sacra Congregazione, e n’ebbe dall’uno e dall’altra severe ammonizioni.

Aurelio Averoldi

1607 1617

Canonico della chiesa di Brescia. Divenne vescovo nel 1607 e rinuncio nel 1617. Morì nella sua patria nel 1619.

Antonio De Matteis

1618

1635

Aquilano, dottore in sacra Teologia, fu nominato vescovo il 12 feb 1618 e morì nel 1635.

Ascenzio Guerrieri

1635

1645

Di Ragusa. Fatto vescovo il 7 lug 1635 e morì nel 1645

Angelo Melchiorre

1645

1650

Di Parma, di nobile lignaggio, fatto vescovo il 31 lug 1645 e mori nel 1650.

Carlo Antonio Agudio o Agodi

1650

1672

Milanese, uomo d’insigni virtù, nominato vescovo il 21 nov 1650 e morì nel 1672. E’ ricordato dal Piccinnelli nel suo “Athenaeum literatorum Mediolanensium”.

Carlo Falconi

1672

1675

Famoso avvocato di Cittaducale negli Abruzzi, dallo stato laico, perché era padre di numerosa prole, fu da Clemente X, per rimunerarne i servigi, assunto nel 1672 alla dignità episcopale nell’età di 55 anni. Qui venne con tutti i suoi figni, uno dei quali avendo egli nominato suo vicario, la città ricorse alla Sacra Congregazione, la quale gl’impose che lo rimuovesse. Morì nella sua patria nel 1675 nell’atto che si recava a Roma ad sacra limina.

Domenicantonio Bernardini

1677

1696

Leccese, che era stato Vicario apostolico in Reggio, e Vicario successivamente dei vescovi di Trivento, di Albano e di Frascati, entrò al possesso della nostra Chiesa il 26 apr 1677, donde in maggio 1696 fu trasferito alla diocesi di Mileto.

Onofrio Montesoro

1696

1723

Canonico e vicario capitolare in Pozzuoli, fu assunto al trono episcopale il 17 dic 1696. Nel 1723, nominato Vicario Generale nella metropolitana di Napoli rassegnò il vescovato.

Fra Luigi Maria Dura

1723

1724

Napoletano, dell’ordine dei PP Predicatori, fatto vescovo il 27 nov 1723, morì compianto il 26 apr 1724.

Fra Bonaventura Blasio

1724

1733

Di Montesarchio, Ministro Provinciale dei Minori Conventuali in Napoli, esimio predicatore e teologo. Papa Benedetto XIII, il quale quando era Arcivescovo di Benevento ne aveva constato il merito, lo chiamò al vescovato di Castellaneta, del quale prese possesso il 16 nov 1724. Morì il 29 marzo 1733. Fu nel primo anno del suo vescovato che il detto pontefice emanò la bolla per la costituzione del patrimonio della fabbriceria della nostra Chiesa cattedrale.

Massenzio dei Conti Filo

1733

1763

Di Altamura, fatto vescovo l’11 maggio 1733. Con le rendite della Chiesa fece decorare di pitture e dorature il soffitto della cattedrale. Alla sua morte avvenuta il 29 set 1763, lasciò, dice il Meledandri, un peculio di 40 mila ducati per il seminario che egli aveva in mente d’impiantare, ma quel denaro, seguita a dire lo stesso, per ragioni che il tacere è bello, andò disperso e i suoi disegni frustati.

Leonardo Vitella

1763

Di Cirò in Calabria, eletto nel 1763, arricchì la cattedrale di preziosi arredi, fece erigere l’altare maggiore di S.Nicola in marmo, e pavimentare anche di marmo il coro. Due anni prima di morire si ritirò nella sua patria.

Gioacchino Vassetta

1792

1793

Di Vasto, della Congregazione della Madre di Dio, dopo parecchi anni di sede vacante, fu eletto nel 1792 e morì un anno dopo la sua consacrazione. Fece restaurare il palazzo vescovile quale oggi si vede, e cominciò ad effettuare la riforma dell’intero edificio della Chiesa proponendone lui stesso il disegno. Dopo la sua morte restò il seggio vacante per cinque anni.

Vincenzo Castro

1797

Trasferito da Umbriatico nelle Calabrie, governò la nostra chiesa per quattro anni. Poscia questa rimase senza pastore sino al 1818.

Salvatore Lettieri

1818

1825

Canonico di Foggia, fu consacrato il 25 aprile 1818. In detto anno fu soppressa la sede vescovile di Mottole, ed aggregata a quella di  Castellaneta. Fu uomo di molta dottrina e di belle qualità di cuore. Nel 1825 fu traslatato a Nardò, dove morì nel 1829. La chiesa restò vedova sino al 1827.

Pietro dei Baroni Lepore

1827

Arcidiacono della Cattedrale di Trani, fu nominato il 16 aprile 1827. Nel 1838 aprì il seminario diocesano. Fu ultimata ai suoi tempi la bella e vasta sagrestia della chiesa cattedrale. Mancò ai vivi in Trani nel 1851.

Bartolomeo D’Avanzo

1852

1860

Di Avella, canonico abate della diocesi di Nola, fu consacrato vescovo il 28 marzo 1852, e traslato poi nel 1860 alla diocesi di Teano e Calvi, conservando l’amministrazione apostolica di questa di Castellaneta. Fu assunto poi alla porpora cardinalizia.

Mariano Positano

1873

1880

Canonico e parroco della chiesa di S.Giovanni maggiore in Napoli, uomo di rare e pregevoli doti di animo, fra le quali primeggiava la carità, fu preconizzato vescovo il 23 marzo 1873. Mancò di vita in Napoli il 13 maggio 1880.

Gaetano Bacile

1880

1886

Dei Baroni di Castiglione, arciprete di Spongano in questa provincia, nominato vescovo nel 1880 pei suoi meriti, all’età di soli 36 anni. Da questa diocesi nel 1886 passò a Gran Priore della Basilica di S.Nicola in Bari.

Fra Giocondo De Nittis

1886

1908

Nativo di San Giovanni Rotondo in Capitanata, Provinciale dei Riformati di San Francesco, fu consacrato vescovo il 13 giugno 1886.

Federico De Martino

1909

Di meta di sorrente. Con un lascito testamentario destinò i suoi beni alla realizzazione della piazza a lui intitolata. Alla morte del prelato, il suo esecutore testamentario, don Francesco Paolo Maggiore, acquistò e fece demolire un complesso di case della famiglia Tafuri, per poterla realizzare. Una targa, a suo ricordo, fu affissa, solennemente in piazza

Agostino Laera

1910

1931

Consacrato vescovo nel 1910. Morì nel 1931. Umile e generoso si dedicò alla formazione catechistica ed alla riforma della disciplina ecclesiastica. Curò con la massima attenzione culturale e spirituale dei suoi secerdoti, nel Seminario dei Benedettini di Subiaco

Francesco Potenza

1931

1958

Consacrato vescovo il 1 settemnre 1931 e morì l’11 gennaio 1958. Vescovo di Castellaneta per 26 anni. Fece ricostruire l’ala del Seminario, che s’affaccia sul burrone, introdusse nella diocesi i turni delle 40 ore, organizzò il Congresso Eucaristico Diocesano nel 193

Nicola Riezzo

1958

1969

Il 25 marzo 1958 fu eletto vescovo e consacrato nella cattedrale di Lecce il 29 giugno 1958 da Mons. Francesco Minerva. Per oltre dieci anni ha guidato la diocesi con santità, saggezza e zelo apostolico, facendosi amare e venerare da tutti i sacerdoti che lo hanno considerato un padre spirituale mite, umile e fermo nello stesso tempo.

Il 28 aprile 1969 venne promosso alla sede arcivescovile di Otranto.

Guglielmo Motolese

1974

1980

DI Martina Franca. Partecipò ai lavori del Concilio ecumenico Vaticano II. Fu presidente della Conferenza episcopale pugliese e sino al 1981 della Caritas Italiana. Dette le dimissioni per limiti di età nel 1987. Mori nel 2005.

Francesco Voto

1980

1982

 

Ennio Appignanesi

1983

1985

Di Belforte del Chienti. Nominato vescovo da Papa Giovanni Paolo II. Morto nel 2015.

Martino Scarafile

1985

2003

Di Cisternino. Morto nel 2011.

Pietro Maria Fragnelli

2003

2013

Nativo di Crispiano. Trasferito alla diocesi di Trapani nel 2013.

Claudio Maniago

2014

Di Firenze.

 

per chi vuole approfondire …….

Leonardo VITETTI Vescovo di Castellaneta dal 1764 al 1778

Antica famiglia di Crotone, ascritta al Patriziato di detta città nel Seggio di San Dionigi. Nel XVII secolo, un ramo si spostò alla vicina Cirò, ove possedette un palazzo e contrasse matrimoni con le famiglie più cospicue del luogo. Godette dei suffeudi di Brisi, Salvogara, Cannarò e San Gennaro. Il 13 novembre 1775, Papa Pio VI creò Conte Palatino e Cavaliere dello Speron d’Oro, Monsignor Leonardo VITETTI (1703-1780), Vescovo di Castellaneta dal 1764 al 1778. Domenico (1747-1805) Governatore di Rossano, e “Doctor in Utroque Iure” il 1 maggio 1770.  Anche suo padre, Tommaso fu” Doctor in Utroque Jure”, laureatosi a Napoli il 1 giugno 1742. All’epoca, il dottorato per due generazioni era determinante per provare la nobiltà della famiglia.

Negli accadimenti del 1860 della caduta del Regno delle Due Sicilie per la conquista fatta dai piemontesi, Francesco (Cirò 1798 – Napoli 1862) Commissario di 1ª classe della Real Armata di Mare del Regno delle Due Sicilie, rimase fedele al suo legittimo sovrano fino alla morte e non entrò nell’esercito Piemontese.

All’epoca dell’unità d'Italia sotto il Regno dei Savoia, non furono espletati atti per farsi riconoscere gli antichi titoli. Il Consigliere di Stato ERNESTO ebbe riconosciuto l’antico stemma di cittadinanza, con Decreto Ministeriale del 30 agosto 1927. Un secondo titolo comitale, venne dato ad ERNESTO (1867-1948), Regio Prefetto e Consigliere di Stato, il 29 agosto 1936. Si ricordano i suoi due figli: Leonardo (1894-1973), Ambasciatore d’Italia, e Giuseppe (1898-1966), insigne medico e benefattore. Attuale capo della famiglia è il Conte Ernesto Guglielmo (1935), Gran Croce del Sovrano Militare Ordine di Malta, Commendatore di Grazia del S.M. Ordine Costantiniano, ecc.

Cardinale Bartolomeo D'AVANZO Vescovo di Castellaneta dal 1852 al 1872 

Nato il 3 luglio 1811 ad Avella di Nola dal medico Bartolomeo e da Caterina Buvelli, Mons. D'Avanzo, per la morte del padre, avvenuta subito dopo la sua nascita, trascorse l'infanzia in compagnia della madre, del fratello maggiore, Martino, divenuto in seguito noto medico chirurgo, della sorella Luisa, anch'ella maggiore di lui, di vita devota, e di una zia materna, Patrizia, che s'interessò molto all'educazione, soprattutto religiosa, dei tre nipoti.

Giovinetto ancora, entrò nel Seminario di Nola, in quel tempo uno dei maggiori e più qualificati Istituti del Regno di Napoli. Fu ivi che temprò il suo spirito allo studio dei classici antichi e moderni ed, in particolare, della nostra Santa Religione. Al termine degli studi nel Seminario di Nola, ordinato Sacerdote il 20 settembre 1834, s'iscrisse alla Regia Universitàˆ di Napoli, donde uscì con la Laurea del Dottorato.

Rientrato nel Seminario di Nola, gli venne affidata la cattedra di Teologia Dommatica e quella di Lingua Ebraica. In questo periodo collaborò attivamente al celebre periodico napoletano "La Scienza e la Fede".

Nominato Canonico del Capitolo Cattedrale di Nola, gli furono affidati altri delicati ed importanti uffici, quali quelli di Revisore dei libri e dei casi morali e Segretario della famosa Accademia di Religione Cattolica istituita, a Nola, dal Vescovo del tempo, Mons. Pasca, definito dal Galante "sagace indagatore e munifico mecenate di buoni ingegni".

Del D'Avanzo lo stesso Mons. Pasca ebbe a scrivere testualmente: "si diede con tanto impegno allo studio delle lettere e delle scienze, all'osservanza delle regole ed alla frequenza dei sacramenti, da dare, in modo dotto e sapiente, pubbliche testimonianze del suo impegno e valore, particolarmente in materia di Teologia e Filosofia ....".

A circa quaranta anni di età, il 18 marzo 1851, fu eletto dalla Santa Sede a Vescovo di Castellaneta e Mottola, ricevendo la consacrazione episcopale 10 giorni dopo, il 28 Marzo 1851.

Tra le molte opere di bene compiute da Mons. D'Avanzo a Castellaneta, meritano di essere ricordate la Cappella marmorea in onore dell'Immacolata, fatta erigere a sue spese nel Duomo di quella città con statua ed altare scolpiti dal celebre artista napoletano Citarelli; la Biblioteca che fornì di numerosi e pregevoli volumi; gli Episcopi di Castellaneta e di Mottola, corredandoli riccamente di mobilio ed ogni altro genere di conforti; il Convento di S. Domenico, che comprò e restaurò a sue spese, affidandolo alle benemerite Figlie della Carità per l'educazione delle giovanette povere e l'erogazione gratuita delle medicine ai malati bisognosi, specie quelli colpiti da febbri malariche. Nel 1854, scoppiato il colera in numerosi centri delle due Diocesi, Mons. D'Avanzo corse, con tutti i mezzi, in aiuto ai colerosi, prodigandosi con tanto zelo in quest'opera così profondamente umana e cristiana, da meritarsi dall'allora Re di Napoli, Ferdinando II, la Gran Croce della Commenda dell'Ordine di Francesco I, (dal Giornale delle Due Sicilie, 7 - XII -1854).

Sei anni dopo, precisamente il 13 luglio 1860, il Vescovo Bartolomeo D'Avanzo veniva trasferito alle Diocesi di Calvi e Teano rimanendo per 13 anni ancora, Amministratore Apostolico delle Diocesi di Castellaneta e Mottola.

Un mese dopo, precisamente il 13 agosto 1860, fu fatto segno ad un sacrilego attentato.

Mentre, infatti, in quel giorno si dirigeva da Castellaneta a Casamassima, per indi recarsi prima ad Avella, suo paese nativo, e poi alle due nuove Diocesi di Calvi e Teano, proprio all'uscita del bosco di Gioia del Colle, venne proditoriamente e vilmente aggredito da due loschi figuri che, attraverso i finestrini della carrozza gli esplosero contro quattro colpi di fucile dei quali il primo fracassò l'interno della carrozza, il secondo gli ferì il polso della mano destra, il terzo gli sfiorò le costole uscendo sotto l'ascella sinistra ed il quarto lo colpì al petto.

Quest'ultimo sarebbe riuscito sicuramente mortale, se non si fosse miracolosamente arrestato sulla Croce Pettorale.

Ancora oggi è possibile vedere la Croce Pettorale, contorta, e la pallottola, con vicino lo scapolare della Madonna (l'abitino) che Mons. D'Avanzo portava sempre sospeso al collo, nella piccola vetrina, posta accanto alla sua tomba, nella Chiesa Collegiale di Avella.

A causa dell'attentato ed ancora più per le note circostanze politiche del tempo, non potendo raggiungere la nuova Sede Vescovile di Calvi e Teano, fu costretto a rifugiarsi nell'ospitale convento dei Padri Cappuccini di Sorrento, non mancando tuttavia, anche da quel forzato esilio, di far sentire la sua autorevole ed energica protesta contro il settarismo e l'anticlericalismo imperante del tempo. Solo sette anni dopo, nel 1867, poté finalmente raggiungere la Diocesi di Calvi e Teano, dando subito inizio ad una vasta opera di ricostruzione materiale e morale in tutti i campi ed a tutti i livelli.

Si interessò, in modo particolare, dei due Seminari profondendo per essi ingentissime somme di denaro, promovendo con tutti i mezzi la formazione spirituale ed intellettuale dei giovani allievi.

A Teano comprò e riedificò quasi completamente il vecchio monastero di S. Reparata, chiamandovi poi i benemeriti Padri Redentoristi per lo svolgimento del sacro ministero. Ancora a Teano l'opera sua più bella fu, senza dubbio, il Duomo con la maestosa cupola a mosaico raffigurante il trionfo dell'Immacolata, l'artistico portico a peristilio ed il soffitto a laqueario con al centro l'artistico quadro di S. Giovanni Evangelista, il tutto andato, purtroppo, quasi completamente distrutto, insieme con l'episcopio ed il Seminario, durante i bombardamenti aerei del 1943.

A Pignataro Maggiore abbellì sontuosamente la Cappella, già detta del Sacramento, adornandola di un'artistica statua dell'Immacolata, opera del celebre scultore Citarelli, e restaurò, quasi interamente, il Palazzo Vescovile.

Essendo ormai già a tutti note le sue straordinarie doti di mente e di cuore, all'apertura del Concilio Vaticano I (8-12-1869), Mons. D'Avanzo fu chiamato a Roma quale membro della Commissione "De Fide". Purtroppo, dopo poco più di sei mesi dalla sua convocazione, l'Assemblea Conciliare, pur avendo in precedenza votata alla unanimità la Costituzione "De fide catholica", si trovò divisa sulla questione dell'Infallibilità Pontificia. Contro una qualificata maggioranza, dichiaratamente favorevole, si schierò una certa qual minoranza, composta di Vescovi tedeschi, francesi e nord americani, ostinatamente contraria.

Nella Congregazione del 20 giugno, il Vescovo di Calvi e Teano, Mons. Bartolomeo D'Avanzo, dopo d'avere, con un vibrato discorso, confutato tutte le obiezioni degli avversari, difese con tanta enfasi ed ardore la tesi dell'Infallibilità, da suscitare il consenso unanime di tutta l'assemblea conciliare. Meno di un mese dopo, il 18 luglio 1870, veniva definitivamente approvata la Costituzione dommatica sulla Chiesa "Pastor Aeternus".

In essa, il testo della definizione dell'Infallibilità, tranne due aggiunte, è perfettamente identico a quello presentato da Mons. D'Avanzo in un suo voto privato. (Mansi - Collectio Conciliorum - t. I - 52, 1183 - n. 35).

Poco dopo, il Concilio era costretto a porre termine ai suoi lavori, a causa del conflitto franco-tedesco, scoppiato all'indomani stesso della definizione dell'Infallibilità, il 19 luglio 1870.

Sei anni dopo, nel 1876, il Sommo Pontefice Pio IX, in riconoscimento degli altissimi meriti acquisiti dal Vescovo Bartolomeo D'Avanzo sia durante i 24 anni di Episcopato, sia, soprattutto, nel corso del Concilio Vaticano I, l'elevava alla dignità Cardinalizia.

Il ritorno del Neo-Cardinale da Roma nella sua diocesi di Calvi e Teano, fu una vera apoteosi, stando alle cronache del tempo .

Purtroppo, però, la festa e l'entusiasmo dovevano durare poco, perché, appena un anno dopo, nel 1877, colto da improvviso malore, fu costretto a lasciare le sue dilette diocesi di Calvi e Teano, per ritirarsi nella nativa Avella.

Il suo fisico, logorato da tanti anni di studi e fatiche, non poté resistere più a lungo.

Tuttavia, anche in quello stato di forzato riposo, continuò nel governo delle due Diocesi.

Sette anni dopo, il 20 ottobre 1884, essendo il suo stato di salute peggiorato rapidamente, il Vescovo di Calvi e Teano, Cardinale Bartolomeo D'Avanzo, lasciava serenamente questa terra per volare in seno a Dio; nel Suo grande cuore portava, indelebilmente scolpito, il mistico trittico che aveva costantemente scandito tutte le ore della sua vita: il Sacro Cuore, la Vergine Immacolata, il Romano Pontefice. Aveva 73 anni.

La sagrestia della Cattedrale Romanica ne raccoglie la venerata effigie e sotto il medaglione (n.d.r.: Il medaglione si trova dipinto proprio al centro della parete occidentale). che, ovviamente è un pò più vistoso degli altri, si legge la seguente iscrizione, tradotta qui in lingua italiana dal latino originale:

"Bartolomeo D'Avanzo, della Diocesi di Nola, fu uomo dalla natura dotato di sì forte ingegno da meritare, per la straordinaria eccellenza della dottrina, di essere elevato, all'età di 40 anni appena, alla dignità di Vescovo di Castellaneta prima, nel 1852, e di Calvi e Teano poi, nel 1860. Prese parte al Concilio Vaticano come membro della Congregrazione De Fide. In esso dimostrò e difese così strenuamente la tesi controversa dell'infallibilità del Romano Pontefice "ex Cathedra docens", da essere proclamato, a voce alta, tra le felicitazioni dei Padri, trionfatore della gloriosa battaglia. Reduce dal Concilio, onusto di gloria come di bottino nemico, affinché non svanisse il ricordo di così grande vittoria e trionfatore, venne decorato della Porpora Romana, come di corona trionfale. Morì il 20 ottobre 1884".

Del Cardinale D'Avanzo, grande scrittore, pubblicista e saggista, oltre a vari scritti d'indole filosofico-teologico-umanistico-sociale, si hanno in particolare, due volumi 1) "Opuscoli teologico - biblici"; 2) "Atti Episcopali e nuovi Opuscoli del Vescovo Bartolomeo D'Avanzo''. (Tip. Poliglotta della S.C. di Propaganda Fide - Roma 1879).

In essi critica e confuta magistralmente il Richer, il Giansenio, il Cartesio, lo Spinoza, il Fichte, lo Schelling, I'Hegel e lo Strauss dimostrando, con l'autorità dei sacri testi, la veridicità dei fatti biblici e le regole dell'esegesi, come il Naturalismo, il Razionalismo ed il Deismo distruggano i principi stessi della retta ragione.

In essi, inoltre, afferma e dimostra, in maniera mirabile, la possibilità del miracolo, la verità della creazione e l'assurdità del Panteismo .

Per quel che concerne l'azione pastorale e la spiritualità del Cardinale D'Avanzo, dato il carattere schematico del presente scritto (una semplice rassegna), in sintesi, si può affermare che esse possono essere ricondotte, la prima a tre oggetti fondamentali: la famiglia, la scuola e la carità, la seconda a tre ricche sorgenti di vita soprannaturale: il Sacro Cuore, la Vergine Immacolata ed il Romano Pontefice.

E' quanto emerge chiaramente da tutti i suoi scritti (Lettere Pastorali - Notificazioni al clero ed ai fedeli - Esortazioni Corrispondenza ecc.) ai quali si rimandano volentieri quanti volessero più profondamente conoscere la personalità davvero poliedrica del Cardinale D'Avanzo.

"Inchiostro di Puglia" (il libro), in vendita, nella nostra sede.

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