Pro Loco CASTELLANETA
Pro Loco CASTELLANETA

 

Il “SACCO” di Castellaneta

 

 

 

L'avvenimento storico - da cui prendono il nome una via (via Sacco) e tre vicoli del centro storico (vico I Sacco, vico II Sacco e vico III Sacco) - scaturisce dalla contesa del Regno di Napoli da parte di spagnoli e francesi (fine del Quattrocento - inizio del Cinquecento). All'epoca dei fatti il Regno era in mano degli Aragonesi. Nel 1496 Ferdinando II lasciava come suo erede al trono di Napoli suo zio Federico I. Contro questi però, si erano coalizzati il di lui cugino Ferdinando il Cattolico, che regnava in Sicilia, e Luigi XII di Francia, entrambi in lizza per il trono di Napoli. I due re si coalizzarono in segreto stipulando il Trattato di Granada nel novembre del 1500. Federico I, ignaro del trattato, si affidò agli spagnoli, ma fu tradito e dovette arrendersi ai francesi nel 1501. Il Regno di Napoli restò facile preda dei due re e fu così spartito. Luigi XII divenne Re di Napoli e degli Abruzzi, Ferdinando il Cattolico ebbe la Puglia ed il resto del Regno. L'accordo tra i due cadde non appena i francesi pretesero il possesso della Capitanata per i proventi provenienti delle transumanze. L'esercito francese, condotto da Louis d'Armagnac duca di Nemours, occupava tutta la zona. Alla luce di un importante lavoro di ricerca condotto su fonti francesi del XVI secolo e basato sulla testimonianza personale del giovane monaco benedettino francese Jean d'Auton (di cui esiste ancora il manoscritto alla Bibliothèque nationale de France, a Parigi, conservato con i Numeri 5081, 5082 e 5083) il quale era stato designato come cronista di guerra dall'allora Re di Francia Luigi XII e presente sul posto al momento dei fatti, Pietro Loglisci, ne "La vera storia del sacco di Castellaneta" pubblicata nel 2005 presso l'Editore Antonio Dellisanti, rivela che nella città di Castellaneta - precedentemente sotto il controllo delle più clementi milizie spagnole - si erano accampati, nell'aprile 1502, cinquanta lancieri comandati dal luogotenente Louis De Saint-Bonnet. Costoro, in cambio dell'asilo e delle provvigioni che ricevevano giornalmente, si erano impegnati a pagare, ogni mese, una certa somma, in monete d'oro. Ma poiché le milizie francesi non riuscivano a tenere i loro impegni, i Castellanetani, stanchi di aspettare invano dopo 10 mesi di ospitalità, andarono a trovare i soldati spagnoli, li radunarono nelle vicinanze del paese e, il 23 febbraio 1503, armati di ramaglie e di sassi, penetrarono nei loro alloggi, si gettarono con forza su di loro, li presero e li gettarono nelle mani dei soldati spagnoli, i quali li legarono e li portarono via con loro, mettendoli in prigioni sotterranee, alcuni a Barletta ed altri un po' altrove. Questa aggressione avvenne nei pressi della Cattedrale, più precisamente in vico Sacco.

 

Saputa la notizia, il duca di Nemours immediatamente corse ad assediare Castellaneta, la quale pensò di venire a patti con il nemico offrendo migliaia di libbre d'oro. Ma il duca di Nemours ne pretese tre volte tanto e minacciò di dare alle fiamme la città. I concittadini, presi dalla disperazione, ricorsero nuovamente alle armi con l'aiuto di un esiguo numero di soldati spagnoli e grazie anche alla contemporanea aggressione degli spagnoli a Ruvo (città più importante per i francesi), riuscirono a salvare la città. Per questa eroica resistenza, la città di Castellaneta fu insignita dal re Ferdinando il Cattolico del titolo di "Fidelissima Civitas".

 

"Inchiostro di Puglia" (il libro), in vendita, nella nostra sede.

Diventa Socio Pro Loco

PARTNERS

NICOTEL PINETO

Castellaneta Marina

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Proloco Castellaneta - Via Vittorio Emanuele 89 74011 CASTELLANETA (TA) CF: 90218170737 - Partita IVA: 02944150735 - Tel./Fax 0994006178 - Tessera nazionale UNPLI 4578/2016 - Pro Loco Castellaneta iscritta nel Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale in data 07/08/15 con decreto n.87/II/2015