Pro Loco CASTELLANETA
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LA SOSTA DI ANNIBALE AL TALVO

tratto da un articolo di Stefano Martemucci


All'epoca  della   seconda   guerra   punica,  quando  la  potenza di  Roma  sembrava  vacillare  sotto  i  colpi  di  Annibale, Taranto  ed  una  parte  delle  città  appule,  come  Salapia, Erdonia, tentarono  la  riscossa. Tito Livio  dedicò ben  dieci libri  al  racconto  di  questa  lotta   per   il  dominio  del Mediterraneo  e   la  regione   pugliese  ne   fu  il   teatro  per  quindici  anni .  Lo  stesso  Tito  Livio  ci   fa  sapere  che Annibale   trascorse  l'estate  dell' anno  213  a.C.  nell 'agro tarantino,  nella  speranza  di  potersi  impadronire col tradimento  della  città  di  Taranto.  Quando  Annibale  passò a  saccheggiare   le  campagne   salentine  e  si  diresse  a Taranto,  egli   percorse  la via  Appia, la migliore  che all’ epoca attraversava  la  regione.  Polibio  nel  riferirci i  particolari  di   questa  audace   mossa   del  grande  condottiero  dice  che   "stando  i  Numidi  a  120 stadi  (circa  22  Km)   da  Taranto,  bivaccarono lungo un  fiume  difficile  a  riconoscersi  e  cinto di  burroni".   L 'episodio  è   confermato  da  Tito  Livio il  quale  racconta  che  il  capitano  cartagine, avanzando  rapidamente,  si  accampò  a  circa  15 miglia  ( 22 K m )   da Taranto.  Nei  pressi del fiume  Lato,  vicino al  sito  chiamato  Le  Saline , si  riconobbe  il   corso d’ acqua  anonimo  di  Polibio  dove  Annibale   si  fermò a  cenare  in  mezzo  alla  valle,  interrompendo  la  marcia  di  avvicinamento  verso Taranto,  guidato  dal   tarantino  Filemene,  sempre  ben  nascosto,  senza  che  il  presidio romano se ne fosse accorto. 

Secondo  un'altra  interpretazione  si  osserva  che  alle  Saline   il  fiume  Lato  scorre  in piano  e  all' aperto,  quindi   la   valle  rovinosa  e   profonda  di  cui  parla  Polibio  non poteva   essere  quella  del   Lato,  bensì   quella   del  Talvo,  ossia   la  nostra   gravina  di  Castellaneta,  le  cui  acque  s'immettono successivamente nel  Lato;  e perciò  il  luogo in  questione   deve  ricercarsi  più  su verso Castellaneta.  Il  grande  capitano   cartaginese  verosimilmente  lasciando  la  via  Appia,  nei pressi   di  Minerva,  dove  la   gravina   di  S.Stefano s' immette  in  quella   di  Castellaneta,  e   questa comincia   ad  allargarsi,  abbia  proseguito  per   il fondo  di  questa,  ossia  per   il  Talvo,  di   nascosto per  un certo  tratto fin verso  la  contrada  S.Mama e  più  precisamente  verso  la  masseria   Matria, dove  la  gravina  di   Castellaneta  si   trasforma nella  pianeggiante   Lama  omonima  per   dirigersi infine  verso Taranto.

"Inchiostro di Puglia" (il libro), in vendita, nella nostra sede.

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