Pro Loco CASTELLANETA
Pro Loco CASTELLANETA

TOPONOMASTICA citta' nuova

Via Vittorio Bachelet: (Roma 1926 – Roma 1980) Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana e vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, viene assassinato il 12 gen 1980 da esponenti delle Brigate Rosse.

Via Basilicata: Regione dell’Italia meridionale.

 

Via Cesare Battisti: (Trento 1875 – 1916) Martire dell’Irredentismo, lottò, a lungo con i suoi scritti, per dimostrare l’italianità del Trentino, non arrestandosi mai davanti ai processi, alle condanne e alle minacce. Allo scoppio della guerra contro l’Austria si arruolo nell’esercito italiano, ma fu catturato dagli austriaci e impiccato nel Castello del Buon Consiglio di Trento, il 12 luglio 1916.

Piazza Enrico Berlinguer: (Sassari 1922 – 1984) Uomo politico. Educato dal padre alle idee socialiste, a 22 anni abbandono’ gli studi di giurisprudenza per dedicarsi alla vita politica. Accusato di antifascismo nel 1944, sconto’ 4 mesi di carcere. Nel dopoguerra fu, a lungo, segretario della Federazione Giovanile del PCI (1949-1956). Nel 1969, nella Conferenza Mondiale dei partiti comunisti, tenutasi a Mosca, condanno’ l’intervento sovietico in Cecoslovacchia, rifiuto’ la “sovranita’ limitata” pretesa dalla Russia e ribadì la “nuova via italiana al Socialismo” autonoma rispetto agli altri modelli. Dal 1972 divenne segretario generale del PCI e sostenne con determinazione la linea di centralità del Comunismo Italiano nella prospettiva di accedere al governo e di attuare una politica riformatrice, tendente a superare le difficoltà economiche del paese e ad assicurare un clima sociale meno conflittuale.

 

Piazza Ugo Betti: (Camerino 1892 – Roma 1953) Poeta e drammaturgo, giudice del tribunale di Roma dal 1930. Scrittore impegnato, si distingue per il suo elevato senso etico e la profonda religiosità.

Via San Giovanni Bosco: (Castelnuovo d’Asti 1815 – Torino 1888) Fondatore dei Salesiani, si dedicò intensamente all’assistenza ed all’educazione morale, intellettuale e professionale dei giovani. In pochi decenni in Italia e fuori istituì una fitta rete di ospizi, collegi, pensionati, scuole laboratori, adottando un sistema pedagogico fondato su una sollecita attenzione ai bisogni ed alla personalità dei giovani da educare.

 

Via Giordano Bruno: (Nola 1548 – Roma 1600) Frate domenicano, filosofo e teologo, entrò in conflitto con la Chiesa per alcune interpretazioni dogmatiche per cui subì diversi processi d’eresia e fu costretto a fuggire, dopo aver deposto l’abito religioso. Si aggirò dapprima per l’Italia settentrionale, poi riparò a Ginevra, ove abiurò il Cattolicesimo e abbraccio la riforma di Calvino. Si trasferì, poi, in Francia dove insegno per due anni e, successivamente, approdò in Inghilterra, dove insegnò nella prestigiosa università di Oxford. Entrato in conflitto con gli intellettuali inglesi per i suoi atteggiamenti polemici contro la filosofia tradizionale, decise di trasferirsi in Germania, dove si convertì alla riforma di Lutero. Nel 1591 accettò l’invito del nobile Mocenigo e ritornò in Italia, ma l’aristocratico veneziano, allarmato dai discorsi ereticali di G. Bruno, lo denunciò al tribunale dell’Inquisizione. Dopo ripetuti processi a Venezia ed a Roma, fu condannato a morte e arso vivo in Campo dei Fiori il 17 nov 1600.

 

Via Bruxelles: Capitale del Belgio

 

Via Arco Calderai: Zona in cui, anticamente, operavano questi artigiani, insieme ad altri che svolgevano mestieri rumorosi. Già nel 1874, in una seduta consigliare del 9 aprile, era stata avanzata la proposta di lottizzare e vendere il suolo esistente in contrada “Torre Campanella” per spostarvi 11 botteghe di arti e mestieri rumorosi. Inizialmente si era pensato di trasferirle in Largo Cisterna nuova ma, poiché non sarebbero bastati i locali, ivi esistenti, per ospitare anche carradori e fabbri ferrai, si decise il trasloco in detta zona.

Via Fratelli Capriulo: Combattenti castellanetani, caduti durante la 1^ guerra mondiale. Carmine Ugo morì a Merzli il 19 mar 1916, Giuseppe a San Marxo, il 24 mag 1917. Sulla facciata della casa natale fu murata una targa commemorativa.

Via Cavour: Conte Camillo Benso di Cavour (Torino 1810 – 1861) Grande statista ed economista italiano, artefice dell’Unità d’Italia.

Piazzale Carlo Alberto dalla Chiesa: (Saluzzo 1920-Palermo 1982) Generale dei Carabinieri e prefetto di Palermo. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche, nel 1942 iniziò la sua carriera nell’Arma dei Carabinieri. Nel 1946 coordinò il settore antibrigantaggio e, tre anni dopo, ai tempi della banda Giuliano, la repressione del banditismo. In Sicilia, nel 1966, organizzò la lotta antimafia, ottenendo brillanti risultati. Nel 1973, dopo i primi attentati terroristici, fu richiamato in Piemonte, dove riuscì a catturare molti esponenti delle Brigate Rosse. Dopo l’uccisione di Aldo Moro, fu nominato coordinatore del gruppo operativo, incaricato di combattere il terrorismo e di indagare sul delitto Moro. Ebbe l’intuizione di favorire le confessioni dei terroristi catturati, che ebbe, in seguito, una regolamentazione. Nel 1982, in un periodo di recrudescenza dei delitti mafiosi, accettò la carica di prefetto di Palermo, ma venne ucciso con la moglie nella sua auto, mentre attraversava una via principale di Palermo.

Via Cimitero: E’ la strada che porta in contrada Zirifico (che secondo la tradizione orale, sarebbe la deformazione di Torre Serafica) ove, nel 1889 fu costruito il cimitero. Dagli atti della S. Visita di mons. De Nittis (1886) risulta che la sepoltura dei defunti avveniva ancora nelle chiese suburbane dell’Assunta, della Mater Cristi, di San Francesco e S.Rocco. Da una delibera del Decurionato, datata il 23 giu 1850, apprendiamo che la proposta di costruzione del cimitero nel giardino del convento di San Francesco si deve evitare, poiché si potrebbero causare infiltrazioni nocive nella pubblica sorgiva. Si propone di spostarla in contrada S.Lucia, lontana circa un miglio dall’abitato, dove già venivano sepolti i bambini non battezzati, coloro che appartenevano ad altre credenze e coloro che si erano resi indegni della sepoltura religiosa: scomunicati e suicidi. Ma il 1 giu 1865, il sindaco Giacoia comunicava al sottoprefetto che, in Castellaneta, non vi era ancora un cimitero. Finalmente fu realizzato nel 1889, in una zona molto ventilata, sul ciglio del burrone. Fu sepolta per prima una bambina di un mese, Annunziata Sgarrino, morta il 10 giugno 1889, mentre l’ultima salma, seppellita nella chiesa di San Rocco, fu quella di Giuseppina Cassano, morta a 10 mesi, il 4 giu 1889.

 

Via Benedetto Croce: (Pescasseroli 1866-Napoli 1952) Filosofo, critico e storico di fede liberale.

 

Via Salvo D’Acquisto: (Napoli 1920-Roma 1943) Vice brigatiere dei Carabinieri, fucilato per rappresaglia dai tedeschi in cambio di 22 ostaggi. Insignito della medaglia d’oro al V.M.

 

Via Fratelli Danisi: Insigni cittadini Castellanetani. Ignazio Danisi (1717-1784) frate agostiniano, professore di Teologia all’Università di Napoli, valente oratore e accademico fiorentino. Giovanni Giuseppe Danisi, commissario generale dell’Ordine degli Agostiniani Scalzi, nominato vescovo di Gallipoli nel 1792.

 

Via Dante Alighieri: (Firenze 1265-Ravenna 1321) Padre della lingua italiana, amò perdutamente Beatrice Portinari, che celebrò da viva nelle Rime e immortalò nella Divina Commedia, alla sua morte. Ebbe come maestro Brunetto Latini che lo avviò agli studi dei classici, Imparò la matematica, l’astronomia, la filosofia; Giotto gli insegnò l’arte e il disegno, Casella la musica e il canto. Di parte Guelfa, combattè a Campaldino contro i Ghibellini nel 1289. Nel 1294 si iscrisse all’arte dei medici speziali e partecipò alla vita politica. Caduto il partito dei Bianchi, cui apparteneva la famiglia di Dante, questa venne esiliata da Firenze, e Dante passò al partito dei Ghibellini. Tentò più volte di rientrare a Firenze, ma non vi riuscì per cui si ridusse a vita randaggia e concluse la sua esistenza a Ravenna. Fu il genio più vasto del Medio Evo. Oltre alla Divina Commedia, scrisse la Vita Nuova, il Convivio, De Monarchia, De Vulgari Eloquentia.

 

Via Daunia: Antica denominazione, d’origine greca, dell’Apulia Settendrionale.

 

Via Edmondo De Amicis: (Oneglia 1846-Bordighera 1908) Scrittore, accademico della Crusca ed esperto psicologo.

 

Via Ugo De Carolis: Maggiore dei Carabinieri fucilato dai tedeschi alle Fosse Ardeatine.

Via Alcide De Gasperi: (Pieve di Tesino 1881-Sella di Valsugana 1984) Apprezato uomo politico. Militò, giovanissimo, nel partito popolare di Don Sturzo, ma per la sua franza opposizione al fascismo, fu arrestato e condannato a 4 anni di carcere (1926). Il partito popolare venne sciolto ma, durante la 2^ guerra mondiale, riuscì a ricostituirlo con il nome di Democrazia Cristiana e ne assunse la presidenza. Dopo il 25 apr 1943, divenne membro attivo del C.L.N. Prese parte ai primi governi del dopoguerra e dal 1945 al 1953 fu presidente del consiglio. Fu un abile artefice della ricostruzione nazionale, riuscì ad inserire l’Italia nella Comunità occidentale e fu il primo presidente dell’Assemblea C.E.C.A. per la sua nota aspirazione europeista. L’autorizzazione all’intitolazione della strada fu concessa dal Ministro dell’Interno, in data 3 giu 1955. La proposta della richiesta era stata avanzata da Vito Surico.

Via Giocondo De Nittis: (Foggia 1838 – Castellaneta 1908) Frate francescano, fu nominato vescovo di castellaneta da Papa Leone XIII, nel 1886. A lui si deve il riscatto del convento di San Francesco con l’annesso giardino e, successivamente, del convento di Santa Chiara con grandi sacrifici delle Clarisse. Dotò la Cattedrale di un’artistica via crucis, nel 1902 fondò la parrocchia di San Michele, nella chiesa omonima edificata verso la fine del ‘600, su un progetto del monaco francescano fra salvatore da Lequile. Nel 1904 offrì un fondo iniziale per la fondazione della Cassa Rurale di Depositi e Prestiti. Il primo parroco della parrocchia di San Michele, don Giuseppe Morea, trasferì dal comitero la salma del vescovo e la fece tumulare, in chiesa nel 1927, in un monumento sepolcrale, a destra dell’ingresso.

Via Giuseppe Di Vittorio: (Cerignola 1892 – 1957) Famoso esponente del Partito Comunista Italiano. Segretario della C.G.I.L., a partire dal 1945, e segretario della Federazione Sindacale Mondiale.

Via Beato Egidio: (Taranto 1729 – Napoli 1812) Egidio Maria di San Giuseppe, dell’ordine dei Francescani, per gli innumerevoli miracoli operati in vita e dopo la morte, fu beatificato da Papa Leone XIII, il 5 feb 1888. Fu canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il 2 giu 1996.

Piazza dell’Europa Unita: Così denominata, su sollecitazione dell’Assemblea Consultiva del Consiglio d’Europa, nel 1957, per manifestare adesione all’Unità Europea.



Viale Europa: Diramazione della Piazza Dell’Europa Unita.

Via Martiri di Via Fani: Uomini di scorta dello statista Aldo Moro, uccisi a Roma il 16 marzo 1978, da militanti delle Brigate Rosse.

Via Mauro Fasano: (Castellaneta 1897 – Mantova 1918) Concittadino morto per le ferite riportate durante la 1^ Guerra Mondiale, nell’ospedale di Mantova.

Via Fabio Filzi: (Pisino d’Istria 1884 – Trento 1916) Patriota e martire dell’Irredentismo. Fu impiccato, quale traditore dell’Austria, nel castello del buon Consiglio di Trento.

Via Alexander Fleming: (Lochfield, Scozia 1884 – Londra 1955) Scopritore della Pennicillina, ottenne il premio nobel per la medicina, nel 1945.

Via Galileo Galilei: (Pisa 1564 Arcetri 1642) Astronomo e matematico. Fondatore della fisica Sperimentale.

Via Giuseppe Garibaldi: (Nizza 1807 Caprera 1882) Il più grande artefice dell’Indipendenza Italiana. Cavaliere dell’Umanità.

Parco delle Ginestre: Diramazione di via san martino.

Via Giuseppe Giusti: (Monsumanno 1809 – Firenze 1850) Poeta e scrittore di idee liberali. Con la sua satira “pratica e popolare” denunciò ogni stortura della società contemporanea e contribuì alla formazione della coscienza nazionale.

Via Giovanni Gubitosa: Frate cappuccino, nato a Castellaneta agli inizi del 1600. Fu sommo teologo e rinomato predicatore, citato daPadre Bonaventura da Lama nella sua Cronaca, per i numerosi scritti d’argomento religioso.

Via Innocenzo Iacobellis (… - 1667) Fu sindaco benemerito di Castellaneta, per ben sette volte, dal 1626 al 1651. Secondo lo storico Mauro Perrone era “un uomo insigne e benemerito, che liberava la sua patria dagli strabocchevoli debiti, ne restaurava la finanza e dava opera per liberarla dal sergaggio feudale”

Via Agostino Laera: (Acquaviva 1871 – 1942) Vescovo di Castellaneta dal 13 giu 1910 al 31 ago 1931. Umile e generoso si dedicò alla formazione catechistica ed alla riforma della disciplina ecclesiastica. Curò con la massima attenzione culturale e spirituale dei suoi secerdoti, nel Seminario dei Benedettini di Subiaco.

Via Ugo La Malfa: (Palermo 1903 – Roma 1979) Uomo politico, fu tra i fondatori del partito d’azione. Fu ministro del Commercio Estero nel primo gabinetto De Gasperi. Nel 1946 fondò con Parri il partito repubblicano, che nel 1948 si fuse nel P.R.I. Fu tra i più attivi e preparati membri della Costituente. Pur avendo partecipato a quasi tutti i governi De Gasperi, dopo il 1953, sostenne nel partito repubblicano, la necessità di superare la formula di “centro” per porre le premesse di un’alternativa di sinistra al predominio della D.C. Intento che perseguì per il resto della sua vita politica.

Via Leone XIII: (Carpineto 1810 Roma 1903) Papa famoso per la sua politica sociale. Autore dell’Enciclica “Rerum Novarum” (1891) contro lo sfruttamento del lavoro operaio. Sentenziò che i cattolici non dovessero essere né eletti né elettori nel Governo Italiano.

Via Lungoburrone: Costruita nel 1971, con il finanziamento dello Stato, in prosecuzione di via Punta del Capillo.

Via Giorgio La Pira: (Ponzallo 1904 Firenze 1977) Uomo politico della DC rappresentante della corrente integralista cristiana, partendo da un’avanzata interpretazione dei principi evangelici, formulò l’esigenza di profonde riforme sociali. Si distinse per il suo impegno pacifista.

Piazzale Kennedy: (Brooklin 1917 Dallas 1963) John Fitzgerald Kennedy, il più giovane ed il primo cattolico, eletto presidente degli Stati Uniti nel 1960. La storia lo ricorda come il presidente della “Nuova Frontiera”, poiché elaborò il programma di una politica liberale all’interno della nazione e di aiuti ai paesi in via di sviluppo, all’estero. Fu assassinato a Dallas, il 22 nov 1963, prima della scadenza del mandato presidenziale.

Via Mancini: antico casato locale.

Via Alessandro Manzoni: (Milano 1785 1873) Poeta, saggista e romanziere, la cui fama è legata soprattutto ai “Promessi Sposi”: opera basata su una concezione provvidenziale della storia, sul rispetto della verità, sull’impegno morale e sull’uso di una lingua nazionale e popolare.

Via Antonio Magistro:   Castellanetano, caduto in battaglia, durante la 1^ guerra mondiale.

Via Giovanni Malagodi: (Londra 1904 – Roma 1991) Uomo politico, Segretario del partito liberale italiano dal 1954 al 1972.

Via Felice Maritano:   Maresciallo Magg. Dei Carabinieri, caduto a Roma, in via Fani, sotto i colpi delle Brigate Rosse, il 16 marzo 1978.

Via San Martino: (Sabaria di Pannonia 315 – Candes 397) Nato da un tribuno romano, già a 16 anni indossava la divisa militare, che comprendeva un ampio mantello, diviso in due con la spada (secondo la leggenda) per coprire un povero, che incontrò per la strada.

Via Aldo Moro: (Maglie 1916 – Roma 1978) Eminente uomo politico della DC Durante la sua trentennale politica fu segretario della Democrazia Cristiana e ricoprì vari incarichi ministeriali. Fu promotore del Governo di Centro Sinistra. Rapito dalle Brigate Rosse, fu ucciso il 19 maggio 1978.

Via Pietro Nenni: (Faenza 1891- Roma 1980) Uomo politico, segretario del Partito Socialista Italiano. A partire dal 1920 prima redattore e poi direttore dell’Avanti. Antifascista, fu costretto all’esilio in Francia. Nel 1936 divenne commissario politico della “Brigata Garibaldi”, durante la guerra di Spagna. Dopo la liberazione divenne segretario del PSI (1945-48, 1955-63). Fu eletto più volte deputato. Vice Presidente del Consiglio (1945-46) Ministro degli esteri nel primo governo Rumor (1968).

Via Guglielmo Oberdan: (Trieste 1858 – 1882) Attratto dalle idee mazziniane, essendo stato arruolato nell’esercito austriaco, disertò e si rifugiò a Roma. Rientrato in patria fu catturato dagli Austriaci e impiccato. Ma la sua morte alimento il movimento irredentista.

Via Ospedale: Dagli atti disponibili apprendiamo una “lamia grande”, che era anticamente l’ospidale di Santa Croce, è servita come fondamento della chiesa dei Padri di San Domenico. Un altro ospedale era operante agli inizi del 1700, ai tempi del vescovo Averoldi (1607), ubicato di fronte alla sagrestia della chiesa di San Michele. Era gestito dalla Confraternita della Misericordia, i cui fratelli, sostenuti dai contributi del popolo, curavono “naturali e forestieri” provvedendo ad ogni loro bisogno fisico e spirituale e, in caso di morte, anche alla sepoltura, nella chiesa annessa all’ospedale. Dagli atti della Congrega risulta che, nel 1776, i confratelli della Misericordia chiedono ed ottengono il cambio di denominazione in quello di “Gesù, Maria e San Michele”. Insieme all’altro istituto d’assistenza “Maddalena e Morte” concorrono alla gestione dell’ospedale. Da una delibera del Decurionato, datata 14 ott. 1849, apprendiamo che, a supporto dell’attività della Commissione amministrativa dell’ospedale, esistente in città e rappresentata dai signori Francesco Sarapo e Francesco Sgobba, viene erogato un contributo per l’allestimento di due sale da destinare al ricevimento degli ammalati, sia maschi che femmine, della capacità di 10 letti ciascuna, in caso di epidemia di colera. In un’altra delibera, del 2 feb. 1860, leggiamo: “Lo stabilimento sotto il titolo di Gesù, Maria e San Michele Maddalena e Morte, è addetto, per sua istituzione, ad accogliere i soli affetti da malattie acute, per la sua limitata dotazione. Per la cura dei malati cronici si serve dell’Ospedale Civile Distrettuale di Taranto, versando dei contributi mensili. Per questo motivo si deplora la non accettazione di malati inviati in quella strattura o la dimissione dopo pochi giorni di degenza. Il 14 gen. 1863, in conformità alla legge sulle Opere Pie del 3 ago 1862, il Consiglio Comunale (con suffragi segreti) nomina Presidente della Congregazione della Carità, il Sig. Mauro Perrone. E, il 25 apr. 1863, le opere pie esistenti in Castellaneta, (Gesù, Maria, San Michele – Maddalena e Morte) passano sotto l’amministrazione della Congregazione della Carità. Il 31 ago 1883, per prevenire una possibile invasione di colera asiatico, il Consiglio Comunale adotta adeguati provvedimenti igienici, quali:

1)       Imbianchire tutti i fabbricati dell’abitato, sia nell’interno che all’esterno dei medesimi.

2)       Fabbricare un numero sufficiente di botti di ferro per trasportare, fuori del paese e ad una distanza conveniente, le acque immonde, le feci ed altre immondizie, che verrebbero raccolte casa per casa.

3)       Riparare tutte le fogne in cui si versano escrementi umani.

4)       Riparare i basoli in diversi vicoli dell’abitato poiché, essendo scomposti, non danno libero scolo alle acque, sia piovane che immonde.

Il 10 ott. 1883, il Consiglio Comunale nomina una commissione incaricata di studiare i mezzi e fare le pratiche necessarie per la realizzazione di un ospedale Civile in Castellaneta, eletta a votazione segreta nelle persone di Perrone Mauro (sindaco), Perrone Giacomo (presidente della Congregazione di Carità), Meledandri Francesco, tesoriere parroco, Maldarizzi Michele (possidente e gentiluomo) e Frisino Francesco (canonico della Cattedrale) collaboratori. Individuata la sede idonea a questa esigenza sempre più pressante, l’Ospedale Civile viene istituito nell’ex convento di San Rocco dei Padri Cappuccini.

Via Giovanni Paisiello: (Taranto 1740 – Napoli 1816) Musicista e compositore di opere comiche e di musica sacra. Oltre che a Napoli, rappresentò le sue opere a Parigi e a Pietroburgo.

Via Giovanni Pascoli: (San Mauro di Romagna 1855 – Bologna 1912) Poeta e scrittore del Decadentismo. Succedette a Giosuè Carducci nella cattedra di Letteratura Italiana all’Università di Bologna, dopo aver insegnato al liceo “Duni” di Matera.

Via Mauro Perrone: (Castellaneta 1831 – 1913) Ingegnere, più volte sindaco di Castellaneta a cui dedicò generosamente il suo impegno e le sue energie. Scrisse per primo una “Storia documentata di Castellaneta”.

Parco Diana: Dea della caccia, figlia di giove e Latona. Abitatrice delle selve, era venerata dai Greci come dea della castità. Dai Romani era considerata protettrice di schiavi e plebei e le era stato dedicato un tempio sull’Aventino.

Via Peucezia: Antica regione dell’Italia meridionale, in territorio pugliese.

Via Luigi Pirandello: (Agrigento 1867 – Roma 1936) Scrittore, drammaturgo, accademico d’Italia. Fu insignito del premio Nobel nel 1934.

Via Giuseppe Pisanelli: (Lecce 1812 – 1880) Giureconsulto, Ministro insieme a Garibaldi e Farini.

Via Francesco Potenza: (Nardò 1885 - Castellaneta 1958) Vescovo di Castellaneta per 26 anni. Fece ricostruire l’ala del Seminario, che s’affaccia sul burrone, introdusse nella diocesi i turni delle 40 ore, organizzò il Congresso Eucaristico Diocesano nel 1938.

Via Giacomo Puccini: (Lucca 1858 – Bruxelles 1924) Musicista e compositore di numerose opere liriche tra cui : Boheme, Tosca, Madame ButterFly, la Fanciulla del west, Turandot e tante altre. Fu nominato Senatore a vita, otto giorni prima della morte.

Via Salvatore Quasimodo: (Ragusa 1901 – Amalfi 1968) Grande poeta del 900. Esponente dell’Ermetismo nel decennio, che precedette la 2^ guerra mondiale e grande interprete della lirica classica. Premio Nobel per la letteratura nel 1959. Pregevoli le sue traduzioni dal greco.

Via San Rocco: Dall’omonima chiesa ed ex convento dei Padri Cappuccini, ora incorporati nell’ospedale. Costruita nel 1527 per devozione popolare, nella contrada Palommelle, a navata unica, presenta sull’altare maggiore una tela attribuita allo Strafella, che rappresenta la deposizione di nostro Signore dalla croce, ed altre tele raffiguranti l’Immacolata e San Lorenzo da Brindisi. Ed ancora un’immagine di san Rocco e una della Madonna del Carmine. Di pregio gli stipiti e gli architravi delle porte che immettono nella sagrestia. Vi sono due altari laterali oltre a quello maggiore. La parte esterna è caratterizzata da facciate cieche trilobate e dal portale scolpito a rilievo.

Via Risorgimento: Periodo storico in cui si realizzò l’Unità d’Italia sotto la dinastia sabauda, tra il 1815 e il 1870.

Via Gianni Rodari: (Omegna 1920 – Roma 1980) Scrittore e giornalista, direttore e collaboratore di vari quotidiani e periodici. Ha scritto diversi libri per bambini per aiutarli a conoscere il mondo, cercando di rinnovare la fiaba tradizionale, avvicinandola di più alla realtà. I suoi libri di fiabe sono stati tradotti in varie lingue.

Via Roma: Secondo il Maggiore, questa via estramurale era denominata, precedentemente, Via Nuova del Commercio, ma gli anziani la indicano ancora con l’espressione: “Sùse o Candòre”. Senz’altro questa intitolazione è giustificata dal fatto che in quella strada abitava un certo Cantore Domenico, come si evince da un elenco di strade vicinali del territorio di Castellaneta, compilato il 18 febbraio 1886 e firmato dal segretario comunale Giuseppe Natali. Infatti vi si legge: “Via San Francesco principia dalla casa di Cantore Domenico”. La costruzione di una nuova strada che fiancheggi le mura dell’abitato viene decisa da una delibera del Decurionato risalente al 5 ago 1843 e successivamente, per collegare alla nuova strada la via traversa, che si dirama dalla Porta Grande, il 25 ottobre 1843, viene deliberato “il taglio” di un monte tufaceo dell’altezza di 5 palmi, che forma ostacolo alla porta principale della città per livellarlo al nuovo tratto stradale ed offrire maggiore spazio ai viandanti. Per esigenze di traffico , già nel 1849, si decide di allargare la strada provinciale 7 per laterza, che si sviluppa per 400 m. sull’antica muraglia che circondava il paese e che ha una larghezza di appena 8 m., compresi i marciapiedi. Poiché il traffico diventa sempre più congestionato e pericoloso, si decide un allargamento di non meno di 4 m. Per evitare il rinterro, che richiederebbe una spesa consistente ed inutile, l’ing. Vero Terrusi progetta la costruzione di locali da destinarsi a vari usi. Il 1^ settembre 1850 un certo Tommaso Quero chiede in enfiteusi, al Decurionato, due tratti di suolo, situati accanto alla strada nuova, nella zona Porta di Mezzo, per costruirvi civili abitazioni. Viene stabilito “che l’ing. Comunale, con la Deputazione delle Opere pubbliche, misuri l’estensione del suolo da censirsi e ne fissi l’annuo canone da corrispondersi”. Viene disposto, inoltre, che vengano costruite civili abitazioni da completarsi nell’arco di 8 anni, trascorso il qual termine si pagherà una multa di 100 ducati in favore del Comune. Ma, dove Via Porta di Mezzo s’incontra con Via San Domenico (apprendiamo da una delibera del 1882) era stata costruita una casa che rendeva disagevole l’accesso ad entrambe le strade, per cui il Consiglio Comunale decide di espropriarla ed abbatterla per eliminare l’inconveniente e per farsene uno spazio pubblico. Intanto il tratto interno al paese della strada provinciale per Laterza, che è il più adatto al pubblico passeggio, diventa sempre più frequentato da vetture pubbliche e private, per cui si affida all’Ing. Vincenzo Fedele l’elaborazione del progetto per la costruzione di marciapiedi per il passeggio dei pedoni (31 dic. 1883).

Via Guida Rossa: (Belluno 1934 – Genova 1979) Delegato sindacale comunista, nell’Italsider di Genova. Dopo aver testimoniato in un processo contro un militante delle Brigate Rosse, infiltratosi nella fabbrica, fu ucciso in un agguato.

Via Giuseppe Saragat: (Torino 1898 – Roma 1988) Uomo politico d’area socialista. Esule nel 1926, prima in Austria, poi in Francia, tornato nel 1943 in Italia, fù tra i riorganizzatori del Partito Socialista. I fascisti lo arrestarono nel 1944, ma riuscì ad evadere e continuò l’attività clandestina nell’esecutivo del suo partito. Ministro senza portafoglio nel primo ministero Bonomi. In seguito alla scissione dell’ala destra del PSI costituì il Partito Socialista Lavoratori Italiani, di cui fu il maggiore esponente.

Piazza Scanderbeg: (1403 – 1468) Principe Albanese, figlio del signore di Croia e di Mirdizia, nell’Albania settentrionale. Ancora piccolo fu dato in osteggio dal padre assoggettato dal sultano Murad II e fu allevato a Costantinopoli nel palazzo del Sultano, nella religione musulmana. Gli vennero affidai alti comandi militari e alla morte del padre ne richiese l’eredità, ma non riuscì ad ottenerla finchè i Turchi non furono sconfitti a Nis. Quando si ribellò, si dichiarò cristiano ed occupò Croia e riunì intorno a sé gli Albanesi, che lo acclamarono loro capo. Lottò a lungo contro i Turchi finchè, nel 1641, conclusero con lui un accordo, riconoscendolo principe di Albania e dell’Epiro. Ma alla sua morte, il principato passò al dominio turco.

Via Caduti XI Setembre: Una diramazione di Via San Francesco. Ricorda un episodio doloroso della storia cittadina. Nel settembre 1943, mentre facevano il loro ingresso in paese gli anglo-americani, dopo aver risalito il burrone, per arrivare all’improvviso, i Tedeschi, che lasciavano Castellaneta per dirigersi verso Bari, avendo notato la festosa accoglienza riservata ai nuovi arrivati, lanciarono delle bombe sulla popolazione. Una esplose in Via Roma, l’altra in Piazza Fontana e la più distruttiva in via Marina, provocando una terribile carneficina. Quella vile rappresaglia causò la morte di 24 civili e 3 carabinieri.

Via Sicilia: La maggiore isola del Mediterraneo e dell’Italia, il cui territorio comprende anche le isole di Pantelleria, Ustica, Le Eolie, le Egadi, le Pelagie ed altre minori.

Via delle Spinelle: Antica strada vicinale caratterizzata, in passato, dalla presenza di piante spinose, utilizzate dal popolo per intrecciare le corone di spine per i partecipanti alle processioni del Venerdì e Sabato santo.

Via Stazione: Scalo della stazione campagna, originariamente raggiunta in carrozza dai viaggiatori. In una delibera comunale, del 29 ott. 1880, viene stanziata la somma di lire 200 da corrispondere come incoraggiamento a Cataldo Carella, conduttore della Regia Posta, per l’istituzione, in carrozza chiusa, di un servizio trasporto passeggeri dalla stazione ferroviaria in paese e viceversa. Il tronco ferroviario Gioa-Taranto era stato aperto al pubblico servizio il 15 sett. 1868. Per valicare i nostri burroni erano stati costruiti due ponti di ferro, denominati di Santa Lucia e di Santo Stefano, dalle località in cui erano ubicati. All’epoca erano annoverati tra le opere più prevevoli d’ingegneria meccanica, in Europa, in particolare quello di Santa Lucia. Era lungo m. 204, a tre campate, le due estreme di m. 47, la mediana di m.54 ed era alto m. 75 dal fondo della gravina e fu inaugurato il 15 sett. 1868. L’opera costo un milione e mezzo di lire. I lavori furono diretti dall’ing. Alfredo Cottrau di Napoli. Al tempo del Fascismo furono sostituiti da ponti in carparo. Al di qua e al di là della stazione furono realizzati due trafori, entrambi in curva: quello di san rocco misura 164,72 di lunghezza e quello di s. caterina m. 389,97. Un ultimo ponte, ad un unico arco di 150 m. apprezzato per la sua perfezione architettonica, è stato realizzato di recente. Nel 1927, al posto del casello ferroviario n. 68, residenza del sorvegliante in fondo a via roma, fu realizzata una stazioncina. Venne ingrandita e ristrutturata nel 1838, in occasione del Congresso Eucaristico Diocesano e fu inaugurata dal cardinale di Napoli A. Ascalesi.

Via Don Luigi Sturzo: (Caltagirone 1871 – Roma 1959) Sacerdote, uomo politico, studioso di Scienze sociali. Alternò all’impegno sacerdotale le sue ricerche in campo sociologico. In campo politico si occupò, specialmente, delle riforme economiche-sociali del Meridione. Sostenne l’idea di creare un’organizzazione politica dei cattolici, sottratta all’ingerenza della gerarchia ecclesiastica, finalizzata al loro graduale inserimento nella gestione dello Stato. Fu sostenitore convinto del decentramento amministrativo e delle autonomie regionali per risolvere la crisi delle aree sottosvillupate meridionali. Ispirandosi a questi principi, nel 1919, fondò il Partito Popolare Italiano, basando la sua azione politica sul “centrismo”, come rifiuto del liberalismo ed in opposizione al partito Socialista. Di fronte al Fascismo, che avanzava, durante il Congresso Popolare di Torino, nel 1923, sostenne la sua equidistanza dal Fascismo e dall’Antifascismo, ma incorse nella decisa reazione di Mussolini, per cui passò all’opposizione. Le prime persecuzioni lo indussero all’esilio, a Parigi, a Londra, a New York. Ritornato in patria nel 194, venne nominato senatore a vita nel 952 e riprese a partecipare alla vita politica, pur senza legami diretti con la Democrazia Cristiana. Numerose le sue pubblicazioni, in cui sono delineate le caratteristiche della sua concezione di Sato Sociale, fondato su principi democratici e cristiani.

Via Giuseppe Maria Tedesco: Diramazione di Via Roma. Frate domenicano, originario di Castellaneta. Fu arciprete di Tricase e nel 1819 venne nominato vescovo di Brindisi, dove morì, il 18 marzo 1925. Secondo il D’Alagni fu promotore dei moti liberali del 1799 ed eccito “alla carneficina più orribile nella sua città natale”. Questo giudizio è decisamente contestato da don Giuseppe Buttiglione che lo definisce “dotto e virtuoso, alieno dalle fazioni e dalle congiure, come falsamente gli si attribuisce, da chi non è degno di chiamarsi italiano e castellanetano”.

Via Walter Tobagi: (Spoleto 1947 – Milano 1980) Apprezzato giornalista. Iniziò la sua carriera nell’Avanti di Milano, passò, successivamente, al cattolico l’Avvenire. Fu ucciso dalle Brigate Rosse il 28 magg. 1980.

Via Pietro Todisco: (Castellaneta 1776 – 1812) Valente avvocato, compì i suoi studi giuridici in Francia e si laureò a Parigi. Fu Sindaco di Castellaneta nel 1808 e la difesa con fermezza contro i soprusi del barone Carlo III de Mari. Di fronte a Gioacchino Murat denunciò apertamente le prepotenze dei feudatari, a danno di tutti i comuni del Regno di Napoli.

Via Palmiro Togliatti: (Genova 1893 – Yalta 1964) Uomo politico, appartenente al Partito Comunista Italiano e leader del Movimento Comunistra Internazionale. Con Gramsci diede vita nel 1919 ad “Ordine Nuovo” e nel 1921 fu tra i fondatori del PCI di cui, nel 1926, divenne segretario generale. Per evitare le persecuzioni fasciste, si rifugiò in Unione Sovietica, da dove rientrò nel 1944. Fece parte di diversi ministeri dal 1944 al 1947. Passato all’opposizione, dopo le elezioni politiche del 1948, fu eletto sempre deputato.

Via Giuseppe Ungaretti: (Alessandria d’Egitto 1888 – Milano 1970) Poeta, caposcuola dell’Ermetismo. Nel rifiuto del verso tradizionale e attraverso l’adozione di una nuova poetica, basata sulla parola-immagine, cercò di esprimere la propria angosciosa solitudine ed una sofferta accetazione delle vicende della vita. Importanti le sue traduzioni (da Gongora a Mallarmè).

Via Martiri d’Ungheria: Caduti nel 1956, a Budapest, durante una manifestazione contro il regime comunista, repressa dai carri armati russi.

Via Rodolfo Valentino: (Castellaneta 1895 – New York 1926) Celebre attore del cinema muto, famoso in tutto il mondo come l’amante latino per autonomasia. Celebri i suoi 0numerosi film tra cui: I Cavalieri dell’Apocalisse, La signora delle Camelie, Sangue e Arena, Lo Sceicco ed il più apprezzato Figlio dello Sceicco. Emigrato, giovanissimo, in America, si adattò ai lavori più umili, per sopravvivere, finchè non venne scoperto il suo talento di abile ballerino di tango e, successivamente, d’ineguagliabile interprete di scene d’amore. Raggiunto il successo, avvertì nostalgia della sua terra d’origine e ritornò a Castellaneta nel 925, sia pure per breve tempo. L’anno dopo fu stroncato da una appendicite. I funerali si svolsero tra ali di folle deliranti, che non si rassegnavano alla sua perdita, dopo averne apprezzato il talento ed il fascino straordinario.

Via Giuseppe Verdi: (Busseto 1813 – Milano 1901) Notissimo musicista, autore di famosi capolavori come: Aida, Traviata, Rigoletto, Trovatore, Otello, Vespri Siciliani, Falstaff. Nabucco e I Lombardi alla I Crociata lo imposero all’attenzione del grande pubblico, poiché alcuni brani di quelle opere furono adottati come inni nazionali, nel clima patriottico del periodo risorgimentale.

Via Giovanni Verga: (Catania 1840 – 1922) Scrittore e massimo esponente del Verismo. Nei romanzi di maggiore successo: “I Malavoglia” e “Mastro Don Gesualdo” nell’opera drammatica “La Cavalleria Rusticana” e nelle novelle rivisita il mondo siciliano con un distacco venato da profonda pietà per il destino eroico dei poveri (I Vinti), servendosi di una lingua dai toni dialettali.

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